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Visualizzazione dei post con l'etichetta viaggi

Il canto di Figaro nella maschera di Dart Fener

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L’invito a tornare a Valencia per un ciclo di lezioni arriva inatteso quanto sperato, perché il pensiero di tornare nella città di Calatrava mette subito di buon umore, con le sue inconfondibili architetture organiche che esprimono visuali simboliche, ritmi musicali e matematici, con le forme allusive dei ponti che “creano legami” oltre che collegare sponde  –  con tiranti e masse di acciaio sospesi al limite della tensione di un movimento che, come nel Discobolo, sono fermi ma perennemente pronti a liberare tutta l’energia, sintesi sorprendente, in un attimo ideale, di equilibrio e dinamismo. Non potevi immaginare che c’era tanto ancora da scoprire in un luogo che sembra tutto, o quasi, assorbito nei trecentocinquantamila metri quadrati più futuristici del Pianeta, occupati dalla Città delle Arti e della Scienza, con i suoi spazi visionari nei quali sognare ad occhi spalancati. La tormentosa dicotomia contemporanea è, pure nei viaggi, sempre presente: super...

Nel primo ministro gli occhi di Harry Potter

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Che l’Inghilterra non fosse solo Londra, lo avevi già capito a sedici anni quando, in una splendida quanto amara vacanza studio con buona parte dei compagni di liceo, giocammo a cricket a Manchester, ci perdemmo tra le guglie di Oxford e sentimmo il freddo dell’acqua che raggiungeva le ossa provando a bagnarci nel mare del Nord a fine giugno. Come pure, molti anni dopo, attraversando la Cornovaglia per un convegno in cui presentammo un lavoro su come migliorare la gestione delle reti idriche utilizzando la matematica dei social network, a catturarci non furono le menti brillanti che incontrammo, ma le maree che inghiottivano e rigurgitavano il paesaggio ogni giorno da secoli, le rovine del castello di Artù sulle ripide scogliere di Tintagel e la più grande biosfera al mondo che ospita l’Eden Project. Questa volta in viaggio da Bath a Cambridge, attraversando le contee del Somerset, del Wiltshire e dell’Essex, provando a condensare al massimo i pensieri come tracciando un diagra...

Viaggio nell'Ellade per ritrovare sé stessi e l'Armonia perduta

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Nel silenzio di Delfi – passeggiando tra le rovine del tempio di Apollo, raccogliendo  mandorle nel gymnasium e misurando con passi lenti l’ampiezza del teatro che guarda l’impressionante valle che porta all’Egeo – termina il mio lungo viaggio nell’Ellade, dopo quattro tappe in altrettanti mesi nei quali ho cercato di visitare, nei ritagli di tempo delle attività universitarie, i siti archeologici che conservano le radici della civiltà occidentale.  Viaggiare in Grecia è stato come tornare a casa passando per città e luoghi dai nomi incantati che si ha la sensazione di conoscere da sempre. Knosso, Festo, Delo, Epidauro, Micene, Corinto fino all’Acropoli, attraversando profonde insenature, sterminati uliveti, piantagioni di cotone dai fiori di neve, laghi di luce e arenarie sospese come meteore. Mai viaggio fu più dolce ed intenso. Tanti appunti e fotografie che vorrei condividere con i miei amici e i miei giovani studenti – anche utilizzando Facebook – accompa...

Appunti di viaggio. Nella caduta, l’anima della Grande Mela.

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I muscoli. Venti anni fa a rapirmi furono la verticalità e la forza centripeta della Grande Mela. Sentii i muscoli della città nello stridere dell’acciaio dell e torri scintillanti, dei ponti sospesi, dei binari sotterranei senza fine; vidi il sangue che correva all’impazzata nei taxi delle strade ortogonali, nei teatri urlanti di Broadway, nelle vetrine colorate al neon; respirai l’odore della carne bruciata sui marciapiedi, dei liquami organici nelle enormi caditoie, del fumo rigurgitato dai chiusini che saliva dalle viscere dei quartieri che, senza sosta, divoravano energia per il luccichio sovrastante. Ascoltai anche i Gospel ad Harlem, guardai le pattinatrici sul ghiaccio al Rockefeller Center, passeggiai sui prati di Central Park e visitai gli splendidi musei. Fui segnato da quella esperienza, ma non trovai il cuore della città. Il cuore. Questa volta, con più tempo a disposizione, ho scelto la dimensione orizzontale della metropoli. Ho camminato nel campus dell...

CANADA & CALIFORNIA: nel Paese di Gulliver

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Siamo in traghetto in avvicinamento all’Isola di Vancouver (nel punto più a ovest del Canada) per l’avvistamento delle balene. Provo una vertigine da distanza rispetto a casa. Raggiungiamo una spiaggia di giada tra alghe e foche giganti e sassi enormi sopra meduse larghe come scudi. Tutt’intorno rapaci come alianti e alberi senza fine che a guardarli ti vien male al collo. Qui è tutto fuori scala per noi del vecchio continente. Le donne sono forti come gli uomini e i giovani in muta più veloci dei delfini. In California sei un pò nel mare di Verne e un pò nella terra di Gulliver e ti piace un sacco.      Viaggiamo da giorni tra creature straordinarie, in luoghi dove il peso sembra agire in modo diverso: in pochi giorni ho visto il pesce e l’albero più grandi della Terra. Il primo muove la coda con tale grazia che, come da bambino, hai il tempo di copiarne la curva dietro un vetro; l’altro, alto quanto un grattacielo di trenta piani, sfida il vento ...

Nomadi dello spazio

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Con l’aggettivo olistico si indica la proprietà che ha un sistema di non essere riconducibile alla somma delle sue parti, in altri termini che il tutto è maggiore della somma degli elementi di cui è composto ; principio che è a fondamento di tutte le moderne teorie della complessità che ormai sottendono ogni ramo della conoscenza. E’ infatti indiscussa conquista di questo secolo “l’approccio complesso” allo studio di ogni disciplina del sapere, prima di tutte quella antropologica e sociale: infatti col termine “complessità sociale” si indica sia una proprietà strutturale che una proprietà dinamica di una società. Nella prima accezione quella “strutturale”, possiamo far esplicito riferimento alla globalizzazione che indica le molteplici relazioni che legano fra loro le varie nazioni e le numerose componenti che formano un sistema di notevole complessità. Nell’accezione “dinamica” del termine invece, un sistema sociale si dirà più o meno complesso in relazione alle possibilità ...

Trasformare un vuoto in un pieno semplicemente attraversandolo

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Abbiamo scritto spesso che il nostro è un viaggio, un viaggio attraverso idee materializzate in città e popoli: dunque come poter dimenticare i nomadi e la loro capacità assolutamente nuova per noi uomini sedentari, di concepire il viaggio e vivere lo spazio? Nel numero precedente della nostra rivista abbiamo appuntato per il prossimo milennio un'idea, la Lentezza, e abbiamo provato a raccontarla attraverso un popolo, quello giapponese; la prima volta, invece, avevamo fatto il contrario osservando le polis della Grecia e finendo per scrivere dell'Armonia. Questa volta nomadi e spazio sono venuti insieme intrecciati come sono, quasi a volerci dire che lo spazio senza il movimento continuo di questi uomini perderebbe la sua consistenza, un pò come la storia dell'antica soglia dimenticata che scomparve il giorno in cui nessuno venne più a visitarla. Viaggio nello spazio fisico, prima di tutto, poi itinerario nella nostra mente: rivoltando cosi il mito di Ulisse, viaggiator...

La venere in posa

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"Il turista è quello che pensa al ritorno a casa fin dal momento che arriva, laddove un viaggiatore può anche non tornare affatto". Sono le prima battute che si scambiano Kit, Port e Tunner all'arrivo in Africa seduti sui loro enormi bauli di cuoio nel silenzio del bianco porto di Kabula; così comincia il film di Bernardo Bertolucci ‘Il tè nei deserto‘. Sono seduto in fondo al pullman e con gli occhi stanchi cerco di raggiungere il mare che ho di fronte; stiamo aspettando i "ritardatari" per la visita di Palermo e la guida, in piedi accanto all'autista, ci sta urlando dal microfono che i turisti italiani sono sempre i meno puntuali, mentre quelli stranieri e in particolare i giapponesi arrivano sempre in anticipo. E’ la vigilia di Pasqua, siamo diretti alla cappella Palatina. La strada che stiamo percorrendo attraversa la Conca d'oro, una pianura stesa tra due promontori dove si coltivavano le arance più dolci dell'isola: ma di agrumeti non ...