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scintille. venezia2015. punto … e si continua!

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Si è chiusa a Venezia la seconda edizione di Scintille 2015 del Consiglio Nazionale Ingegneri che premia le idee innovative dell’ingegneria italiana e non solo. Un concorso nazionale che dà spazio alla vocazione principale dell’ingegnere, l’ inventiva , sia in termini di progettazione di nuovi sistemi e strutture, sia di ideazione di nuove tecnologie, prodotti e metodologie, ma anche di capacità di proporre e far crescere idee di startup dal forte contenuto innovativo. Ha vinto il progetto  DARTE  (Design for Augmented Reality Technology and Engineering), un’idea che può contribuire a rilanciare il settore turistico italiano con applicazioni/servizi di realtà aumentata in ambito museale. Una scintilla basata su tecnologie wearable, sul riconoscimento del linguaggio naturale, la gamification e il design italiano che intende estendere le esperienze possibili durante una visita ad un sito di interesse archeologico, paesaggistico, museale o monumentale. Secondo classificato...

Startupper: la quarta via dell’ingegnere

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Cosa può fare il Governo, l’Università e l’Ordine degli Ingegneri per aiutare i giovani aspiranti imprenditori.  Cinquanta, forse quaranta anni fa, scegliere di studiare ingegneria garantiva un lavoro sicuro e, in molti casi, le aziende cercavano i giovani laureati direttamente nelle Facoltà universitarie. In quel tempo, il settore pubblico era in grande espansione e assumeva numeri considerevoli di tecnici per la gestione e il controllo di infrastrutture ed impianti. Chi sceglieva la libera professione aveva una quantità di concorrenti enormemente minore e un’Italia tutta da progettare e costruire. Lo scenario insomma era completamente differente e valeva per quasi tutte le specializzazioni tradizionali dell’ingegneria (civile, industriale, meccanica, elettrica, aerospaziale, chimica, etc.). Le nuove specializzazioni dell’ingegneria elettronica, informatica, biomedica beneficiano tuttora di alcuni vantaggi dovuti allo sviluppo recente di tali settori dell’industria e del ...

HUBspa. La rivoluzione delle tre "C" al Next della Repubblica degli Innovatori.

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Buongiorno a tutti e grazie a Repubblica e a Riccardo Luna di averci invitato al Next di Napoli.  Siamo qui  in rappresentanza dei 70 fondatori di HUB spa , un progetto che nasce dalla domanda di innovazione di un gruppo di persone che avevano voglia di contribuire a rilanciare il nostro Mezzogiorno che sembra troppo distante dai cambiamenti che stanno scuotendo altre città del Pianeta. Ma come organizzarsi?  Non volevamo solo un progetto di rilancio culturale, quindi un’Associazione, nemmeno un progetto di esclusivo sviluppo sociale, quindi neanche una Cooperativa era la strada giusta, certamente non cercavamo una classica società che nascesse per fare profitto, ma nello stesso tempo volevamo che il nostro progetto si sostenesse da solo, senza contributi pubblici, senza l’aiuto di politici o mecenati interessati. Volevamo mettere insieme uno  spazio fisico e virtuale , utilizzando la Rete, uno spazio che fosse  un attrattore  e, nello stesso temp...

HUBspa: un incubatore privato nella terra di Gomorra per la legalità, lo sviluppo, l’innovazione sociale ed economica

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L’Italia ha urgente bisogno di innovazione sociale ed economica. Il Mezzogiorno ne ha un bisogno ancora più impellente. E’ ormai comune la consapevolezza che una delle difficoltà maggiori che i giovani con idee e progetti innovativi incontrano nel percorso realizzativo delle loro intuizioni è la mancanza di spazi di lavoro, di contatti e relazioni con le persone che condividono le stesse competenze ed esperienze, della possibilità di comunicare con la rete di imprese che già opera sul mercato, oltre che, naturalmente di capitali per affrontare i costi insiti in ogni startup. Oggi possiamo disporre di nuovi e rivoluzionari strumenti per favorire i contatti e lo scambio di competenze ( social network ), sviluppare prodotti collettivamente ( crowdsourcing ) e ottenere finanziamenti con canali non tradizionali ( crowdfunding ). Eppure, talvolta, questi strumenti rischiano di virtualizzare eccessivamente la conoscenza dei protagonisti dell’innovazione – che necessitano anche di s...