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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

#AI#3. Borges, l’AI e la Biblioteca del possibile. Probabilità, possibilità e creatività nell’epoca dell’AI generativa

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    C’è un’obiezione ricorrente contro l’Intelligenza Artificiale: non può essere davvero creativa, perché si muove soltanto tra idee già prodotte dagli esseri umani. Forse questa critica nasce da un equivoco profondo sul s ignificato stesso della creazione . Nessuna idea nasce dal nulla . La conoscenza umana si sviluppa attraverso continuità, trasformazioni, attraversamenti: teorie che dialogano con altre teorie, immagini che ritornano, intuizioni che si ricombinano, linguaggi che si contaminano. L’immenso patrimonio culturale su cui agisce l’AI non è un semplice deposito di dati. È già una costellazione di precedenti atti di creazione: libri, formule, simboli, errori, metafore, visioni filosofiche, modelli scientifici, opere artistiche, strutture narrative. Ma ogni idea già formulata può diventare, a sua volta, il materiale vivo di una nuova configurazione. La creatività non cancella ciò che la precede: lo attraversa, lo ricompone, lo dispone secondo relazioni inattese. In q...

#Appunticorsari

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  Da qualche tempo mi chiedo se abbia ancora senso tenere vivo un blog. Forse sì. Forse proprio perché oggi sembra una forma un po’ retrò. Il blog non corre come i social. Non scompare dopo ventiquattr’ore. Non pretende di essere immediato, brillante, sintetico a ogni costo. È piuttosto un luogo dove le cose possono restare. Dove i pensieri hanno il tempo di depositarsi. Dove la scrittura diventa memoria, esercizio, cura. Graham Greene annotava: “Scrivere è una terapia, a volte mi domando in quale modo tutti coloro che non scrivono, non compongono musica o non dipingono, riescono a sottrarsi alla pazzia, alla malinconia, al timor panico che sono impliciti nella situazione umana.” Ecco, forse il blog è anche questo: una piccola via di scampo. Nel mio troverete appunti sparsi, riflessioni sulla scienza e sull’arte, frammenti di un romanzo, visioni sul nostro domani, libri e film che mi hanno formato, i progetti culturali che ho provato a costruire. Vi invito a entrarci, a leg...

AI#2 Lo tsunami e i processi indiziari: il caso Garlasco come esempio di analisi probabilistica

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Non sono appassionato dei processi celebrati in TV o sulla stampa, né alla trasformazione del dolore privato in spettacolo pubblico. Condivido il senso della recente riflessione di  Roberto Saviano , quando denuncia il rischio che casi come Garlasco diventino una sorta di fiction collettiva, più consumata che compresa. Proprio per questo mi interessa esplorare un uso diverso dell’intelligenza artificiale anche in questo ambito: non alimentare il circo mediatico, ma provare a ordinare dati, sentenze, indizi e probabilità. Non per sostituirsi ai giudici, ma per aiutare i cittadini a capire meglio. In questi giorni ho provato, quindi, a fare un esperimento: utilizzare l’AI non per “decidere” se una persona sia colpevole o innocente, ma per analizzare un processo indiziario complesso, schematizzando le diverse tesi dell’accusa e della difesa. Il caso preso in esame è quello dell’omicidio di Chiara Poggi.  Preciso che sono un professore di ingegneria e non ho competenze specialisti...