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Discorso di inaugurazione della fondazione Istituto Italiano per gli Studi Europei

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Buonasera a tutti i miei amici dell'Istituto hanno riservato a me il compito di fare i ringraziamenti questa sera. Ci ritroviamo dopo più di un anno a inaugurare l'anno accademico dell'Istituto Italiano per gli Studi Europei di Giugliano, da allora è trascorso molto tempo, ma quando un progetto, perché allora era poco più di un progetto si trasforma in realtà, soprattutto in una provincia difficile come la nostra, l'emozione è grande e ci scusiamo già da ora se nel ringraziare le persone che ci hanno aiutato dimenticheremo qualcuno. La nascita dell'Istituto è legata principalmente al contributo di tre organizzazioni: innanzitutto all' Associazione Uqbar , alla dedizione di trenta ragazzi che riprendendo le parole della lettera inviata al Presidente Ciampi hanno scitto: "siamo certi della grande utilità che l’Istituto Italiano per gli Studi Europei può avere in quest’area particolare d’Italia e d’Europa. Il Mezzogiorno vive ancor...

Oltre l'onestà

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Allo stesso modo delle sinapsi chimiche del nostro cervello, che materializzano sensazioni, idee e avvenimenti della nostra vita, così i vicoli, le mura e i tetti delle città rendono corporea la memoria collettiva della nostra provincia. Ogni anno di storia può essere ritrovato nelle forme delle antiche corti contadine, nei materiali dei cornicioni dei vecchi palazzi e nei balconi tutti uguali dei nuovi quartieri 167. Noi siamo tra coloro i quali credono nell'esistenza di relazioni forti tra lo spazio adattato e le vite degli uomini che lo hanno trasformato. E come in ogni sistema complesso le implicazioni sono reciproche: non solo possiamo leggere la storia di questi ultimi anni attraverso la metafora del cemento, che fluido è possibilità di qualsiasi forma e invece indurito è staticità e scelta, immagine che da sola basterebbe a descrivere quello che poteva essere e invece è stato; ma possiamo anche al contrario pensare all'influenza che piazze, giardini e case migl...

Uqbar: la sensazione di vivere in un sogno prolungato.

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(lettera ad una amica)  Cara C. una delle cose che proprio non riesco a sopportare è pensare di non essere stato chiaro in un discorso, e forse quella sera in pizzeria le cose che ho detto sono state troppe e poco ordinate, ho pensato così di ritornarci su con qualche appunto, nella consapevolezza che la scrittura aiuta ad orientarsi meglio nel fiume di parole che spesso ci “eccedono”, e nella speranza di risultare questa volta meno disordinato. Le questioni erano due; la prima riguardava la politica del territorio, e a questa   ho pensato di dedicare il prossimo articolo di fondo di Uqbar e dintorni, di cui ti ho accennato qualcosa sabato alla conferenza e del quale ti allego una copia, che riassume un po’ le nostre (di Uqbar intendo) posizioni sull'argomento. Per quanto riguarda la seconda questione di cui parlammo, mi riferisco a quella del teatro al liceo, continuo a pensare che è particolarmente difficile da raccontare; forse lo scambio epistolare tra Er...